- Nessuno riuscirà a cancellare dalla mia
mente queste immagini; il suo sangue sparso sulla terra rossa, rimase per
settimane, nonostante le piogge, a ricordo di una vita innocente sacrificata
anzi tempo per l'ingordigia di coloro che si credono i signori della terra.
- L'unica ferita nel corpo di Vilmar é un buco
sull'orecchio destro, dove, con lacrime di dolore, infilai del cotone con
delle lunghe forbici per fermare il sangue che per due giorni continuava ad
uscire.
- Mia sorella mi aveva mandato delle lenzuola
nuove dall'Italia: avvolsi il corpo di Vilmar prima di adagiarlo nella
tomba.
- Dopo varie inchieste, la polizia non risolse
niente; gli stessi genitori chiesero di non continuare con le indagini.
- Il giorno del 23 ottobre, la polizia chiama
p. Tino alle 7 del mattino per riconoscere il corpo di Vilmar, "trovato
morto" vicino all'asfalto, non lontano dalla scuola dove insegnava.
- Dopo i funerali, alcuni amici, cominciarono
a raccontare qualche "confidenza segreta" che Vilmar aveva loro fatto: "mi
stanno minacciando di morte". P. Tino aveva percepito nei mesi precedenti
che Vilmar era nervoso quando rispondeva al telefono. Ma per non
preoccuparlo diceva sempre: "stupidate... é qualcuno che ha voglia di
perdere tempo al telefono..., non preoccuparti". Alla vigilia della sua
morte violenta, in casa avevamo fatto degli spaghetti. Erano presenti
le suore Patricia e Maura, americane, Divino Eterno e Vilmar, oltre a Maria
Ausilia e p. Tino. E Vilmar aveva scherzato molto col pappagallo verde che
un altro amico aveva regalato a Maria Ausilia. Nessuno avrebbe immaginato
che la sua vita terminasse la mattina dopo, prima dell'alba.
-
Nel mese di maggio, nella
regione nord del Goiás, confinante col Pará ed il Maranhão, chiamata Bico do
Papagaio, dopo varie minacce, moriva assassinato da un pistoleiro il p.
Josimo Tavares. Vilmar rimase molto scosso. Già l'anno precedente, il 24
luglio 1985 veniva assassinato in Rondônia il p. Ezechiele Ramin, amico di
p. Tino. Queste morti, così violente e gratuite rimasero scolpite nei nostri
cuori. Anche a distanza di anni, non si possono dimenticare.
- Vilmar ammirava molto p. Josimo per il suo
coraggio nel difendere i piccoli dai soprusi dei latifondisti. E sempre dopo
la sua morte, altri amici raccontavano che desiderava tanto partecipare alla
Romaria dei Martiri nel santuario di Trindade. E vi participò.
- Questo cartellone con la scritta I MARTIRI
DELLA CAMMINATA FECONDANO LA NOSTRA TERRA, fu da lui stesso disegnato ed
usato in una grande celebrazione che facemmo nella comunità Barreiro.
Grande, nel senso, che durò tutta la giornata. Vilmar cercava di spiegare
alle persone il perché queste morti violente succedevano. Era indignato
contro le violenze dei latifondisti che pagavano i "pistoleiros" per
eliminare qualsiasi persona che si opponeva alle loro bramosie e impunità.
Sindacalisti, sacerdoti, suore, vescovi, laici, ogni categoria di persone
aveva un prezzo. Ed in quegli anni della famigerata UDR molte persone furono
uccise.